La chiesa di Santa Maria dell’Itria comunemente detta La Pinta.

Ubicata nel centro storico di Palermo presso i Bastioni meridionali di Palazzo Reale nel mandamento di Palazzo Reale o Albergheria, ad angolo tra Via dei Benedettini e Piazzetta della Pinta.
Il portale è caratterizzato da lesene scanalate sormontate da artistici capitelli e architrave arricchito con volti di due putti.

La decorazione è completata da un timpano arcuato e spezzato con lunetta intermedia. L’ingresso è sormontato da un finestrone centrale con decorazioni e timpano triangolare.
L’interno, a navata unica con brevi altari laterali, è impreziosito dagli stucchi di Giuseppe Serpotta fratello del più famoso Giacomo, da affreschi e dal pavimento d’epoca.

Sul retroprospetto della Chiesa si apre un piccolo cortile che conduce alla chiesa e Oratorio di San Mercurio, esempio del genio decorativo Serpottiano.

Altare maggiore: quadro su tavola della Santissima Annunziata ricalcante lo stile di Polidoro da Caravaggio.
Navata destra:
Cappella di Sant’Anna: Altare di Sant’Anna. Quadro di Sant’Anna del 1641.
Cappella di Santa Barbara: Altare di Santa Barbara. Statua di Santa Barbara.

Navata sinistra:
Cappella del Santissimo Crocifisso: Altare del Santissimo Crocifisso. Affresco del Santissimo Crocifisso.
Cappella della Madonna della Grazia: Altare della Madonna della Grazia.

Quadro della Madonna della Grazia o della «Candellara» con Santa Caterina d’Alessandria e Sant’Agata affine allo stile del Perugino.

fonte: wikipedia

 

Le foto di questo articolo sono state realizzate approfittando dell’evento  Le vie dei tesori 2016.

Una cosa che ha  sconvolto me ed altri visitatori è stata quella di aver rinvenuto, all’interno del sito Chiesa e Reale Arciconfraternita della Madonna dell’Itria ossia della Pinta 

abbinata, come un valore aggiunto, la mostra fotografica (quattro scatti) di un certo Kazuyuki Kanda che fotografa con la tecnica “phinole” ed inoltre la presenza di alcuni dipinti moderni.

Sin qui parrebbe tutto normale se foto e dipinti non fossero stati collocati sopra i vecchi altari in un sito che sfoggia opere dei fratelli Serpotta.

Non sono un esperto, non sono bigotto (la chiesa è sconsacrata) ma non sarebbe stato meglio allocare, semplicemente, queste opere in appositi pannelli senza utilizzare gli altari almeno soltanto per il cosiddetto buon gusto.

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