Il palazzo della Zisa (dall’arabo al-ʿAzīza, ovvero “la splendida”) sorgeva fuori le mura della città di Palermo, all’interno del parco reale normanno, il Genoardo (dall’arabo Jannat al-arḍ ovvero “giardino” o “paradiso della terra”), che si estendeva con splendidi padiglioni, rigogliosi giardini e bacini d’acqua da Altofonte fino alle mura del palazzo reale. L’etimologia della Zisa ci viene spiegata da Michele Amari che, nella sua Storia dei musulmani di Sicilia così scriveva:

« Guglielmo … rivaleggiando col padre … si mosse a fabbricare tal palagio che fosse più splendido e sontuoso di que’ lasciatigli da Ruggiero. Il nuovo edifizio fu murato in brevissimo tempo con grande spesa e postogli il nome di al-ʿAzîz, che in bocche italiane diventò «la Zisa» e così diciamo fin oggi.»

Il giardino della Zisa di Palermo (inaugurato nel 2005) si trova in quello che era l’antico Genoard (il parco di caccia) di fronte al palazzo della Zisa, estendendosi per una superficie totale di 30.000 metri quadri.

Lo spazio verde ha pianta rettangolare ed è diviso a metà da un canale che collega un sistema di vasche d’acqua, che si sviluppa per circa 130 metri in asse col portale del palazzo, ricreando così l’antico canale che prosegue fino alla “sala della fontana”, che si trova proprio all’interno del palazzo, che grazie a questo geniale espediente, anche nelle giornate più calde dell’estate, mantiene un ambiente fresco. Il canale e i percorsi pedonali sono stati realizzati in marmo bianco delle cave di Alcamo e Castellammare del Golfo mentre le ceramiche decorative provengono da Santo Stefano di Camastra.

A destra e a sinistra del giardino i quadranti creati dai dodici percorsi pedonali sono coltivati con piante tipiche della macchia mediterranea mentre su un lato una lunga struttura metallica, che riprende i motivi geometrici tipici dell’arte islamica, ricoperta da piante rampicanti crea un percorso all’ombra.

Tra il giardino e il palazzo si trova una cortina di dodici “dammusi” costruiti quando il terreno era adibito a baglio agricolo e che oggi sono stati ristrutturati e utilizzati come punto di informazione per i visitatori.

 

fonte:   La Zisa   Giardino della Zisa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *