Sono passati molti anni da
quando le Missionarie della Scuola giunsero nel nostro quartiere.
Nel maggio 1930 il Cardinale Luigi Lavitrano, Arcivescovo di Palermo, le
chiamò nell'ex monastero carmelitano in via Filippo Parlatore 65 ed affidò
la casa alla Madre Luigia Tincani, che aveva già conosciuta nel 1929 a
Benevento, con l'incarico di farvi sorgere un Centro di attività apostolica
per l'istruzione e la formazione della gioventù.

Era una felice coincidenza. Quella casa dalle origini carmelitane e dalla
stessa spiritualità che fin dall'adolescenza aveva attratta Teresa Martin,
ora veniva con segnata ad una donna a cui lo stesso Papa Pio XI aveva
trasmesso l'amore alla piccola Santa da lui canonizzata da poco.
Pio XI stava seguendo con paterna benevolenza e con interesse apostolico
l'attività della Tincani, chiamata ora alla fondazione di un'opera li dove
S. Teresa era stata si può dire di casa.
Avveniva ora un misterioso passaggio: la fiaccola dell'amore di S. Teresa
veniva consegnata nelle mani di Luigia Tincani come un misterioso disegno
della Provvidenza.
La Tincani accettò la consegna con cuore trepidante e cominciò subito a
studiare le iniziative che si fossero presentate utili per Palermo e per la
Sicilia.
Le attività delle Missionarie cominciarono subito nell'estate dell'anno
stesso della consegna della Casa.
La prima iniziativa fu un corso di Esercizi Spirituali per insegnanti
predicato dal domenicano P. Innocenzo Taurisano. A questo primo passo seguì
una serie di iniziative culturali, spirituali, sociali, associative, alcune
per le necessità locali, altre per l'intera isola, sempre mirando alla
formazione umana, culturale e spirituale della donna.
Era un fiorire di opere, ma occorrevano aule e locali per portarle avanti e
per accoglierne altre che si profilavano all'orizzonte. Occorreva una chiesa
capace di accogliere le alunne che crescevano di numero.
Il fabbricato, così come era stato consegnato, era insufficiente e
incompleto. Mancavano due ali.
Luigia Tincani studiò un progetto di lavoro che comprendeva i restauri della
parte esistente e la costruzione delle due ali mancanti, in modo che nella
Casa si potesse man mano attuare quel "Centro di attività apostoliche" che
stava tanto a cuore al Cardinale Lavitrano.
Nel 1932 si aprì la Scuola di
Magistero professionale per la donna. La scuola adempì un servizio
eccezionale e si affermò subito in tutta la Sicilia; nel 1934 fu scelta dal
Ministero dell'Educazione Nazionale come sede di esami di stato con effetti
legali. La prima Commissaria fu la Missionaria Maria Cremona, che era anche
Preside.

Per i lavori di ampliamento e la costruzione della chiesa
si
dovette aspettare. C'era il grosso problema finanziario: le Missionarie
vivevano del loro lavoro con molti sacrifici. La Provvidenza le guidava
passo-passo e faceva arrivare, da tanti rivoli; piccole e grandi offerte
necessarie perché la Casa potesse adempiere il suo mandato.
Nel 1935
si iniziò con una raccolta di offerte per la costruzione della chiesa fra le
famiglie del quartiere. L'iniziativa, benedetta e caldeggiata dal Card.
Lavitrano, trovò subito accoglienza nel cuore della gente che rispose
generosamente secondo le
proprie possibilità.
A questa offerta
si aggiunse il generoso dono di £. 50.000 concesso dal S. Padre Pio XI che
seguiva l'opera della Tincani come cosa sua.
Il Papa volle che
la nuova chiesa e la Comunità delle Missionarie fossero dedicate a S. Teresa
di Gesù Bambino, alla quale Egli in occasione della canonizzazione, aveva
affidato tutte le Missioni. Il S. Padre aveva accompagnato la somma di
denaro con una pregevole reliquia della Sua Santa, come segno di protezione
su tutta l'Opera.

Forse per suggerimento dello stesso Papa, la Madre Tincani si era rivolta
anche alla sorella di S. Teresa, Madre Agnese di Gesù, che in quel tempo era
la Priora del monastero. Avendo saputo che al Carmelo di Lisieux pervenivano
molte offerte e che le Carmelitane aiutavano le vecchie e le nuove chiese
dedicate alla loro piccola Santa chiese un aiuto. Madre Agnese di Gesù
rispose inviando la somma di 1.000 franchi che servirono come contributo
alle spese per l'altare della chiesa in progetto. Ci fu poi il concorso di
altri benefattori, primo fra questi il Cardinale Lavitrano, sempre attento e
paterno, e poi Vescovi, sacerdoti e persone che volevano già bene alla
nascente Opera.
Mancavano, per portare a
termine la chiesa e la parte superiore della casa da adibire ad aule, altre
300.000 lire. La Madre Tincani bussò ancora a tante porte spinta, come
scrive nel 1935 "dal
suo speciale attaccamento a Palermo, a questa cara e bella isola dove
abbiamo trovato un campo di lavoro fecondissimo ".
La sua richiesta arrivò a
Monaco di Baviera, al Nunzio apostolico lì residente di origine siciliana,
Mons. Alberto Vassallo. Lo supplicava di aiutarla a "compiere quest'opera
benefica per la salvezza e il miglioramento spirituale di tante anime, per
le quali la Casa e la Chiesa di via Filippo Parlatore potranno divenire una
vera fonte di bene. "
La prima pietra fu messa con
la solenne partecipazione delle massime autorità della Chiesa e civili,
della Provincia e del Comune di Palermo, di famiglie e di alunne.
Finalmente nel
1937 la chiesa fu terminata ed affidata alla protezione di S. Teresa di Gesù
Bambino, secondo il desiderio del S. Padre Pio XI. Intanto il Cardinale
Lavitrano, dovendo provvedere ad istituire nella zona sprovvista di chiese
una parrocchia e non avendo la possibilità di farla sorgere, chiese alle
Missionarie di dividere la loro costruita da poco, in modo che la parte
confinante con via F. Parlatore diventasse la nuova chiesa di S. Teresa di
Gesù Bambino.
Furono annessi alla chiesa alcuni vani per uso parrocchiale e furono fatte
le dovute modifiche. Questa soluzione doveva essere "pro tempore", cioè fino
a quando non fosse sorta la nuova struttura. A dirigere la nuova parrocchia
furono chiamati i Padri Missionari del Sacro Cuore.
Il lavoro continuava fervido
ed operoso. La casa divenne centro spirituale per ritiri di insegnanti,
universitarie e studenti, sede dell'Azione Cattolica, in particolare nei
rami della FUCI, laureati, giuristi cattolici; sede delle "settimane
sociali." Fu istituito un Corso di religione per le insegnanti delle scuole
elementari.
Nel 1937 si
aprì la Scuola di Avviamento professionale femminile; nel 1939 il Ginnasio
fino all'anno scolastico 1946/47, con l'interruzione degli anni della
guerra.
Contemporaneamente al ginnasio, venne attivata la Scuola Media Unica
sperimentale per la preparazione delle alunne al Ginnasio. Accanto alle
opere fioriva anche l'apostolato individuale delle Missionarie come
insegnanti nelle Scuole di Stato, Catechiste, Animatrici pastorali,
Direttrici della Scuola di Religione nella Diocesi.
Ma la guerra,
che si era abbattuta su tutta l'Italia e sulla Sicilia, si fece sentire con
veemenza nella nostra zona. Il quartiere di Via F. Parlatore, incorporato
nel tronco ferroviario della Stazione Lolli, era preso di mira dai
bombardieri americani di giorno e di notte. Si dovette chiudere la Casa e la
Comunità sfollare.

Finita la guerra le Missionarie tornarono a Palermo in gruppo ridotto, nella
Casa depredata e quasi spoglia. Era il 30 agosto 1944.
Con coraggio,
pazienza e fervore ripresero regolarmente le attività apostoliche già
esistenti prima della guerra e ad esse affiancarono un piccolo pensionato
per gruppi di passaggio, unica fonte di guadagno per vivere.
Ma la storia di
questo pensionato ha radici lontane.
L'idea di una
Casa per Universitarie a Palermo era nata nella mente e nel cuore della
Madre Tincani nel 1918 quando si unirono a lei, per affiancarla
nell'apostolato della Scuola, due sorelle insegnanti di Palermo, Marianna e
Teresa La Porta, donne intelligenti, capaci di portare avanti, con ardore
tutto siciliano, iniziative di bene per il loro paese.
Nel 1920 le due sorelle La
Porta videro l'opportunità di aprire un pensionato, che chiamarono "Casa
Bianca" non si sa per quale motivo, per ospitare universitarie che venivano
a Palermo dalle varie città della Sicilia.
Ma nel 1928,
non potendo sostenere il peso finanziario e morale dell'Opera, chiesero alla
Madre Tincani di assumerne la direzione, trasportandolo in un'altra sede. La
madre vide in questa richiesta il richiamo della Provvidenza e rispose
subito inviando cinque giovani missionarie i cui nomi sono scritti ormai
nella storia della nostra missione nella Sicilia degli anni venti: Fabiola
Breccia, Gilda Zara, Lidia Rossi Doria, Lea Muratori e Nazarena.
Sbarcarono a
Palermo il 12 settembre del 1928 festa della Madonna, sotto la cui
protezione Luigia Tincani aveva voluto porre la Casa e l'Opera. Maria
benedisse quegli inizi di estrema povertà e di non poche contrarietà,
vissuti con dignitosa fortezza e grande letizia. Ne fanno eco le cronache
del tempo che hanno tutto il sapore dei fioretti delle origini .
La nuova sede
doveva sorgere in via Maqueda 128 presso il Palazzo Del Buono; la casa era
chiusa da tanto tempo, sudicia e malandata. Si dovette lavorare molto per
pulirla e renderla abitabile.
Intanto
arrivarono le prime universitarie ed il pensionato "Casa Bianca" incominciò
ad assumere lo stile di vita seria e serena, aperto ai valori umani e
cristiani. Ma ben presto la Casa risultò anche malsana e umida. Si rese
necessario cercare un nuovo ambiente più ampio, più rispondente alle
esigenze di vita e di studio delle universitarie che andavano aumentando di
numero. Dopo lunghe trattative si arrivò ad ottenere in affitto una parte
del grande monastero domenicano "S. Caterina". Il pensionato reso nuovo da
restauri, arredato con semplicità e buon gusto, fu fatto segno di stima e
simpatia da parte delle autortà ecclesiali e civili. Ne parla in una lettera
Mons. Luigi Pepe, segretario del Card. Lavitrano, con sentimenti di
gratitudine per "il lavoro delle Missionarie della Scuola che hanno
corrisposto alla grazia di Dio in maniera eccezionale, lavorando giorno e
notte con mezzi limitati" .....
Ciò che ha
caratterizzato questo Pensionato è l'affetto, la cordialità, la familiarità
che hanno le giovani con le Missionarie, con le quali si sentono sorelle
minori, felici di confidarsi ed esporre i propri bisogni spirituali. Ad
ottenere ciò non v'è dubbio che, oltre la grazia del Signore, concorre il
metodo assolutamente indovinato che queste Missionarie adottano. La loro
formazione profondamente religiosa ...unita alla forma esterna ... fa dire
all'Arcivescovo "che le
missionarie della Scuola rispondono ad un Istituto Religioso veramente
provvidenziale per i nostri tempi"
Il S. Padre Pio XI che aveva
seguito con benevolenza e interesse l'iter dell'opera di Palermo della
Tincani, regalò per la nuova sede del pensionato universitario un grande
Crocifisso di bronzo di pregevole fattura.
La svolta decisiva
dell'attività palermitana fu nel 1930 quando, come ho già detto il Cardinale
Lavitrano chiese alla Tincani la collaborazione delle sue missionarie per la
creazione di un centro di attività apostoliche, ai margini della città, in
via F. Parlatore dove egli, personalmente, aveva acquistato un ex monastero
di Carmelitane.
Nel primo dopoguerra la Madre
Tincani, attenta ai segni dei tempi e allo specifico carisma della sua
vocazione che la chiamava nel mondo, nella Scuola di Stato, fra la gioventù
che studia, dove rimane più difficile la presenza di sacerdoti e religiose,
diede una virata alle opere che prima della guerra erano fiorite nell'ex
monastero di via F. Parlatore. Chiuse le scuole passandole ad altre
religiose e ricominciò con l'attività del Pensionato, la prima attività che
le sue Missionarie avevano intrapreso in Sicilia quando vi erano sbarcate
nel 1928.
Il Pensionato, che negli anni
venti aveva vagato in varie zone della città, ora approdava in via Parlatore
portando con sè il nome della sua nascita, "Casa Bianca". Da questo momento
diventa la Casa delle Universitarie, il luogo della loro formazione
culturale e spirituale.
E' la storia
del seme piccolo e nascosto che si moltiplica e dà frutti. Veramente durante
ottanta anni di vita si sono raccolti frutti di grande valore cristiano ed
umano con la formazione di professioniste, di spose e madri cristiane, di
apostole nella scuola, nella parrocchia, nel sociale, di Religiose e
Missionarie.
Quel seme è
diventato una grande famiglia sparsa in tutta la Sicilia e altrove, una
famiglia sulla quale vigila Maria regina del mondo, la cui immagine dolce e
materna aveva accolto ciascuna di loro all'inizio del cammino universitario
e la piccola S. Teresa che Pio XI, il Pontefice della sua canonizzazione,
aveva voluto nella nostra chiesa come guida e patrona.
Miriam Capriotti