Le gocce d’acqua sono attimi sospesi: nascono da un movimento minimo, cambiano forma in un battito di ciglia e svaniscono senza lasciare traccia. Fotografarle significa trattenere ciò che scorre, trasformare un gesto invisibile in una piccola rivelazione. In ogni goccia si nascondono geometrie inattese, riflessi minuscoli, micro‑mondi che normalmente sfuggono allo sguardo.
E, come piccoli prismi, mutano colore a seconda dello sfondo: assorbono le tonalità che le circondano, si tingono di luce, diventano specchi liquidi che riflettono l’ambiente in miniature iridescenti.



































































































