Su una lastra di vetro, semplici gocce d’acqua diventano piccoli universi sospesi. La luce le attraversa, lo sfondo cambia, e ogni variazione cromatica si riflette in loro come in minuscoli prismi liquidi. Ciò che è invisibile a occhio nudo si rivela: forme che mutano, colori che si trasformano, riflessi che nascono e scompaiono in un istante.
Osservate da vicino, queste gocce sembrano satelliti nello spazio. Galleggiano in un vuoto silenzioso, ognuna con la propria orbita, la propria luminosità, il proprio micro‑mondo riflesso. La superficie del vetro diventa un cielo artificiale, mentre le gocce assumono l’aspetto di pianeti minuscoli che reagiscono a ogni cambiamento dello sfondo.
Fotografarle significa fermare un equilibrio fragile: un attimo che nasce, si deforma, vibra e svanisce. È un gioco di luce e gravità che trasforma un gesto quotidiano in una visione cosmica, rivelando meraviglie che normalmente sfuggono allo sguardo.
















































