Mi chiamo Salvatore Ciambra, sono nato nel 1956 e vivo a Palermo, una città che non smette mai di offrire luce, volti e storie.
Nel mondo online mi conoscono come Vater_fotografo: un nickname nato quasi per scherzo con mio figlio, ma che col tempo è diventato parte della mia identità fotografica.
La fotografia entra presto nella mia vita.
Prima la Comet Bencini di mio padre, poi la mia Agfa Instamatic: due oggetti semplici, capaci però di aprire finestre su mondi che ancora non sapevo di voler percorrere e raccontare.
Durante l’ultimo anno di liceo scopro, grazie a un compagno di classe, la camera oscura in bianco e nero.
Ricordo la luce rossa, l’odore dei chimici, il silenzio, l’immagine che affiora lentamente sulla carta.
È lì che capisco come la fotografia non sarebbe stata solo un momentaneo passatempo.
Negli anni Settanta passo alla Yashica TL Electro X e allestisco la mia prima camera oscura.
Imparo da autodidatta, leggendo riviste specializzate e studiando, tra gli altri, il Trattato completo di fotografia di M.J. Langford (EFFE, 1973), un libro che custodisco ancora oggi con cura.
Poi arriva il digitale, e porta con sé la sensazione di ripartire da zero: strumenti diversi, possibilità nuove, errori da comprendere prima ancora di poterli correggere.
Dal 2003 scelgo il marchio Nikon e, passo dopo passo, dalla Coolpix 5700 approdo al mondo delle reflex digitali: Nikon D200, D700 e D810, le compagne di viaggio che uso ancora oggi.
Nel tempo arricchisco il mio corredo con gli obiettivi Nikon 18–200mm, 24–70mm, 35mm, 60mm macro, 80–200mm, e con i flash Nikon SB600, SB900, Neewer NW910 e Godox V1 N.
Non ho un genere preferito.
Mi piace osservare, ma soprattutto sentire il click della macchina fotografica: è lì che capisco che qualcosa mi ha toccato.
Mi attirano i volti e le loro espressioni, le nuvole che cambiano forma, i panorami marini che sembrano respirare, gli eventi culturali, sportivi e religiosi dove posso muovermi come un reporter curioso.
Ogni situazione ha una sua luce, un suo ritmo, una sua storia da cogliere.
Una parte importante del mio lavoro nasce a San Vito Lo Capo, dove trascorro diversi mesi all’anno.
Lì la luce, il mare e il ritmo del paese diventano un set fotografico continuo, sempre pronto ad offrire nuove composizioni inattese.
Scatto per ricordare, ma a volte sono le fotografie a ricordarmi che possono andare oltre me: negli anni sono finite su articoli della carta stampata, siti web, progetti che non avrei mai immaginato.
Due miei scatti sono stati scelti dalla maison italiana Dolce & Gabbana per le shopping bag dell’estate 2014.
Una mia fotografia è stata selezionata dalla Regione Siciliana per una campagna di promozione turistica.
Non sono mai stato attratto da mostre o concorsi fotografici, ma ho fatto due eccezioni che sentivo importanti: una mostra benefica per la Missione di Speranza e Carità e il Festival degli Aquiloni 2013, dove sono arrivato secondo.
Sono stato accreditato come fotografo in eventi importanti come la Beatificazione di p. Pino Puglisi (2013), la Processione dei Misteri di Trapani (2017) e in diverse edizioni della Maratona per disabili e del CousCous Fest di San Vito Lo Capo.
Una selezione del mio lavoro vive anche su Instagram, come diario visivo in continua evoluzione.
Oggi non rimpiango l’analogico.
La camera oscura non mi ha mai lasciato: oggi vive nei miei software di sviluppo digitale, dove continuo a prendermi cura delle immagini con la stessa pazienza e la stessa dedizione che avevo quando tutto avveniva al buio, in silenzio.
Fotografo per passione, e continuo a farlo perché ogni scatto è un modo per fermare un istante e trasformarlo in immagine.